Professionalmente, sono un manager bancario ancora in attività, fondatore del sito/blog “Training Finanziario” che si propone di divulgare l’istruzione finanziaria.

Scrivo libri e porto avanti l’idea di diffondere “on line” al grande pubblico l’istruzione finanziaria pratica, quella che serve ogni giorno per risolvere i nostri problemi. Non l’educazione finanziaria solamente “accademica” che vedo in altri siti, anche ufficiali.

Dal punto di vista professionale, ho vissuto esperienze in molti settori e si può dire che ho una visione complessiva del mondo finanziario, legale, immobiliare, digitale e degli affari in generale. La banca è stata una palestra insostituibile di conoscenze, relazioni, delusioni e soddisfazioni. 

La mia storia è fatta di una lunga carriera lavorativa (37 anni) caratterizzata da molti cambiamenti e approfondimenti in vari settori. Ho sempre avuto una grande curiosità e una grande voglia di mettermi in gioco.

Decisi nel 2017 di dedicarmi nel tempo libero alla divulgazione dell’istruzione finanziaria, che reputo la principale disciplina di cui ogni persona non può fare a meno.

Nacque il progetto “Training Finanziario” e la voglia di scrivere, che mi ha portato a pubblicare numerosi libri (e molti ne ho in cantiere).

Ho frequentato e tenuto in carriera molti corsi e seminari professionali ma ho anche molto  imparato dagli altri e dai libri dei grandi autori di business.

Avverto la necessità di tenermi costantemente informato sulle nuove tendenze e sui cambiamenti di mercato, scoprendo spesso cose straordinarie.

IN BREVE LA MIA STORIA

Innanzitutto sono un appassionato delle nuove tecnologie e di tutto quello che è novità.

Non sono mai stato ancorato al passato, il segreto è sempre anticipare, portarsi avanti, essere informati sui cambiamenti, sulle evoluzioni della società.

Mi sono occupato nella mia vita di tante cose, apparentemente incompatibili, avendo sempre grande fame di sapere.

Settore legale, informatica, finanza, banche, settore immobiliare. Fin da ragazzo gli immobili erano la mia grande passione. Quando terminai il servizio militare, il comandante mi chiese cosa volessi fare dopo. Io risposi: l’agente immobiliare o il costruttore!

Ma poi non è andata affatto così.

Ho lavorato in tutt’altri settori dove ho messo a punto la mia istruzione finanziaria, di cui parlo nei miei libri e nel mio progetto dedicato: Training Finanziario

Dopo la laurea in Giurisprudenza, il tirocinio da avvocato (che non mi appassionava), entrai quasi per caso (frequentando un corso) in un settore che mi incuriosiva in modo irrefrenabile: il settore informatico.

L’informatica retail era agli albori, negli anni 80, c’erano i main frame (grandi sistemi) e si vedevano i primi computer ed i primissimi pc (erano IBM o gli antesignani Apple II). Il pubblico non conosceva ancora le potenzialità di quelle macchine e non immaginava che in futuro il settore digitale avrebbe conquistato completamente lo scenario. L’informatica era ricca di opportunità lavorative, c’era carenza di programmatori, di divulgatori e di esperti di settore.

Mi offrirono un posto di lavoro in una dinamica società informatica e quindi, senza esitare, lasciai il settore legale, studiai, praticai, e mi piaceva programmare, seguire e tenere corsi, divorarmi tutto quello che esisteva sull’argomento.

Scalai rapidamente le varie posizioni aziendali in un ambiente giovane e divenni in pochissimo tempo dirigente in una società di informatica dove si faceva formazione e programmazione, raggiungendo a soli 25 anni un grado di retribuzione e di potere forse esagerato. Direi quasi diseducativo a quei tempi. Giravo l’Italia e guadagnavo più di mio padre, che era un dirigente dello Stato.

Tuttavia questo sogno durò solo pochi anni in quanto quella società, mal gestita dagli azionisti, fu portata al fallimento lasciando me ed un mio collega a gestire tutta la fase sindacale dei licenziamenti e delle transazioni con il personale (quasi 100 persone). Quella esperienza forte mi ha forgiato e formato più di ogni altra cosa, dotandomi di una capacità negoziale e relazionale che mi è rimasta per sempre.

Improvvisamente mi trovai dalle stelle alle stalle, senza più un lavoro e uno stipendio.

Rimasi deluso e demotivato da quella amara esperienza e, visto che nel settore informatico mi offrivano posizioni di molto inferiori a quella che avevo raggiunto, decisi – come è spesso avvenuto nella mia vita – di cambiare e voltare pagina, d’altra parte ero ancora molto giovane, avevo 27 anni.

La voglia e la motivazione al cambiamento sono stati il motore della mia vita e ancora oggi sono sempre alla ricerca di nuovi spunti e di nuove sfide.

Quindi, entrai nel settore finanziario e bancario, che allora era molto florido e vedeva l’affermazione di molte società finanziarie e reti di vendita parabancarie.

Anche qui mi appassionai all’inizio, era una attività di vendita di prodotti e servizi finanziari, ma non intravedevo sbocchi per le mie ambizioni così, nel frattempo, affiancai quel lavoro ad una attività imprenditoriale in proprio nel settore delle assicurazioni e dei servizi alle aziende.

Anche questa attività fu inizialmente interessante, mi insegnò molto, ma poi mi costrinse ancora una volta a virare verso altri lidi, a causa della inaffidabilità dei soci che avevo in quegli affari e di cui non potevo più fidarmi alla luce di comportamenti e di contrasti inaccettabili. Imparai a mie spese la lezione che trovare un socio onesto, affidabile, che la pensa come te è una delle cose più difficili.

Quindi voltai – ancora una volta – completamente pagina: mi rimisi a studiare e partecipai ad alcuni concorsi pubblici e fui talmente determinato che vinsi quello di Vice-commissario di pubblica sicurezza.
Possibile? Sei matto? Mi dicevano tutti.

Forse sì ma quella vita non mi sarebbe nemmeno dispiaciuta, per la sua varietà e la sua imprevedibilità.

Ero convinto a intraprendere quella carriera ma, all’atto della designazione delle sedi di lavoro, mi assegnarono ad una destinazione per me lontana e piena di incognite: un paese della Sicilia.

Fu allora che il destino mi mandò un’altro cambiamento ancora, che fui pronto a cogliere. Un mio vicino di casa mi fece fare un colloquio nella banca per cui lavorava e in pochi giorni mi offrirono un posto di lavoro, partendo dal primo livello impiegatizio.

Questo avvenne proprio negli stessi giorni in cui avrei dovuto accettare il posto in Sicilia.

A quel tempo le banche erano moltissime (quasi tutte del nord) e si entrava con assunzione diretta e non era neanche tanto difficile visto che erano tutte in grande espansione ed aprivano continuamente nuovi sportelli. C’erano ampie possibilità di fare una rapida carriera, in fondo io avevo già molte esperienze nel mio bagaglio. Erano gli anni 90 e in banca potevi toglierti grandi soddisfazioni in tempi brevi.

Entrai dunque nel settore bancario, nel quale sono ancora oggi e nel quale ho fatto le mie più significative esperienze di vita e di lavoro.

Lavorare in banca significa, se hai voglia di imparare, avere infinite occasioni di conoscenza e di relazione. Puoi avere accesso a tutte le informazioni che vuoi, hai l’occasione di ascoltare come un confessore i problemi finanziari e personali di tanti clienti e di tanti imprenditori e imparare a risolverli.

Puoi analizzare aziende, mercati, puoi effettuare trattative commerciali e imparare a risolvere le problematiche di aziende e persone, imparando a valutarne l’affidabilità. Puoi ottenere -come in nessun altro posto – una formazione formidabile e completa.

Ecco, questo è molto in breve il mio curriculum lavorativo, anche se ogni fase sarebbe da approfondire in quanto ricca di ulteriori elementi ed esperienze.

A latere di tutto questo c’è sempre stata la mia attività nel settore immobiliare dove ho molto investito tempo e denaro sia operando in proprio che collaborando con altri investitori, facilitato dal fatto che -in banca- ho curato per lungo tempo il settore edilizio e dei costruttori.

Le mie svariate vicissitudini ed esperienze lavorative mi hanno portato a divenire esperto in molti settori e ad imparare moltissime cose, che oggi ho deciso di mettere a fattor comune.

Infatti, dal 2017 mi sono messo in testa di divulgare l’istruzione finanziaria, che è un pò il raggruppamento di tutte quelle attività ed esperienze che ho praticato e conosciuto.

Scrivo libri, ma non ho molto tempo e non riesco a pubblicare tutti quelli che ho iniziato.

Scrivo articoli che penso possano essere utili.

Diffondo e divulgo l’istruzione e l’educazione finanziaria.

Ora che mi sono presentato e ti ho raccontato quello che ho fatto, quello che ho studiato, elencando le varie esperienze professionali e i vari posti in cui ho lavorato -BLA BLA BLA – come di solito si fa in questi casi nelle pagine di presentazione, vorrei spiegarti “il perchè” faccio tutto questo e mostrarti chi sono veramente, che è quello che poi conta davvero quando conosciamo le persone.

L’essenza del “perchè” si fanno le cose è strettamente connesso con chi siamo veramente, ed è questa la cosa che ho imparato ad apprezzare negli altri, al di là dei loro titoli e delle loro qualifiche.

Ti è mai capitato di ammirare qualcuno, rispettarlo o temerlo e poi magari entrarci in confidenza e capire che è tutta un’altra persona rispetto a come la immaginavi?

Beh, questo è normale. Ognuno di noi appare come non è. E nasconde il suo vero io, la sua vera essenza e la sua umanità (se c’è).

Ci nascondiamo dietro un filtro che è la nostra apparenza. Mentre la nostra essenza la mostriamo solo a coloro a cui teniamo veramente.

Quindi, ti dirò “il perchè” sto facendo tutto questo e sto scrivendo su un sito tutto quello che so e che ho imparato nel corso di anni di lavoro.

PERCHE’ TROVO INGIUSTO E SCANDALOSO CHE

nei settori concernenti quella che io definisco “ISTRUZIONE FINANZIARIA”, tutti siano gelosi dei loro segreti e delle loro conoscenze, parlino in modo incomprensibile proprio per non farsi capire dagli altri e scoprire le proprie carte.

Al contrario, ciò che anima me è la voglia di divulgare, di insegnare, di esporre al mondo le mie idee e le mie interpretazioni sui temi che mi sono congeniali.

Il motivo principale che mi ha spinto a farlo è vedere intorno a questi temi tanta superficialità e ignoranza, tanta improvvisazione e tanta presupponenza da parte di chi vuole sfruttare a proprio favore la scarsa cultura finanziaria degli altri.

Costoro hanno gioco facile perchè in Italia siamo molto indietro su questi temi economici e finanziari. E questo è molto grave.

Nessuno si è mai posto il problema di capire che divulgando l’istruzione finanziaria, si contribuisce concretamente allo sviluppo del nostro paese ed quindi indirettamente alla nostra ricchezza ed alla crescita del nostro PIL (prodotto interno lordo).

Vuoi un esempio?

Eccone uno dei tanti: in un paese dove non c’è cultura finanziaria ogni cittadino è portato ad investire male il suo denaro o a non investirlo affatto. E questo, per le persone determina mancate occasioni di crescita del proprio patrimonio mentre a livello generale, provoca un danno alla nazione.

Il danno sta nel fatto che – se i cittadini avessero una istruzione ed una cultura finanziaria appropriata – come avviene in paesi più evoluti – investirebbero i loro soldi direttamente nelle imprese e nelle aziende italiane attraverso l’acquisto di azioni ed obbligazioni e non comprerebbero titoli di Stato o buoni postali tenendo fermo il denaro, magari sui conti correnti.

Il denaro deve circolare, solo così si crea ricchezza per tutti. E se viene investito nelle imprese genera sviluppo e benessere per la nazione.

Tutto questo nel nostro paese avviene in modo limitato e le aziende italiane non hanno come soci i cittadini e gli investitori che le promuovono, bensì devono pregare le banche per essere finanziati o mettersi nelle mani di avidi investitori professionali, a condizioni sfavorevoli, per poter sopravvivere.

Negli Stati più avanzati, dove la cultura finanziaria è molto più avanti, gli investitori privati, le banche d’affari, i fondi pensione, i gruppi organizzati di investitori comprano azioni e favoriscono lo sviluppo delle start up, delle aziende e dei mercati.

Quindi, benvenuta istruzione economica e finanziaria, se a livello macroeconomico contribuisce a creare ricchezza, sviluppo e lavoro.

Ma chi si prende l’onere nel nostro paese di divulgare queste discipline?

Non mi sembra di vedere nessuno che lo faccia seriamente. Non la scuola, non i media, non lo Stato.

Tutto è demandato allo stimolo e all’iniziativa dei privati.

Ecco uno dei motivi perchè ho deciso di farlo, nel mio piccolo. Senza sovvenzioni, senza mezzi, con una tastiera ed un sito internet.

E spero che lo apprezzerai.

Gianfranco Saro